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Il tessuto, l'essenza dell'abito da sposa

Sin da bambina, quasi ogni donna sogna un matrimonio da fiaba, immaginando se stessa con un abito principesco, crescendo, si cerca di mantenere il proprio ideale di nozze ma, allo stesso tempo, si sviluppa la propria fisicità, il gusto, e accanto alla tradizione, con le sue regole di stile, c'è la moda a proporci infinite tendenze. Ecco allora che l'abito sognato e desiderato, una volta  indossato non ci emoziona come speravamo! 

Nella scelta dell'abito confluiscono tanti fattori: innanzi tutto bisogna essere consapevoli della propria fisicità per esaltare i punti forza, ma non basta. Fondamentale è il taglio del vestito, la sua caduta e il colore. L'abito bianco simboleggia da sempre l'abito da sposa ma, il bianco necessita di essere definito perché esistono infinite sfumature da considerare, in relazione alla carnagione, ai capelli e al tipo di tessuto. I bianchi freddi come il ghiaccio e l'ottico valorizzeranno le carnagioni chiare, i bianchi caldi, come l'avorio e il crema, esalteranno le carnagioni scure.  

 La stagione in cui ci si sposa, l'orario e il luogo saranno altri fattori determinanti nella scelta dell'abito. Se il matrimonio sarà celebrato al mattino, sono indicati tessuti quali il raso o la seta, nel pomeriggio, si preferiranno il georgette o il raso leggero, per una cerimonia in comune invece lo shantung e il cady in seta sono l'ideale. Tessuti come lo chiffon e la seta sono preferibili per la stagione estiva, mentre in inverno si potrà usare il broccato, il cady e la microfibra. I tessuti più leggeri esaltano le silhouette esili, mentre i rigidi, quelli più strutturati, sono indicati per le donne morbide.

 Il tessuto è dunque, l'essenza dell'abito da sposa, esso infatti caratterizzerà ogni modello di abito e la sua scelta non dovrà essere mai casuale, alcuni tessuti si legano da sempre, all'abito da sposa e la riuscita di un modello, di un taglio, dipende esclusivamente da quale, tra essi, verrà scelto.

 

 

 

Il tulle è, da secoli, il tessuto per eccellenza nel mondo degli abiti da sposa. Il "point de tulle", un reticolato di fili sottili ricamati con motivi floreali delicati, era impiegato già alla corte di Luigi XVI. Oggi è usato sia come strato di velatura, da qui il termine francese "tulle illusion", sia stratificato, per dare rigidezza alle gonne. Si trova bianco, nero o colorato e viene realizzato anche in nylon o in rayon viscosa per renderlo più accessibile sul mercato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il raso o satin, è un tessuto dall'aspetto liscio e rasato che sottolinea ogni curva del corpo, ha due facce, una lucida sul dritto e l'altra opaca sul rovescio, la sua lucidità  varia secondo l'incidenza della luce su di esso. Ottimo come base per abiti che presentano applicazioni brillanti. Il suo materiale eletto è la seta, ma si trova anche in fibre artificiali come il rayon e il poliestere. Oggi, è usato soprattutto insieme al pizzo.

 

 

 

 

 

 

Il pizzo è un tessuto leggero, trasparente, impreziosito da motivi decorativi floreali e geometrici, anch'esso può essere realizzato sia in fibre naturali che sintetiche. Il pizzo "Chantilly", il cui nome deriva da quello di una città della Francia, indica un pizzo leggero, trasparente e di grande pregio. Lo chiffon deriva dal francese "chiffe" che significa cencio o straccio, è un tessuto leggerissimo e  fragile che richiede tanta attenzione, può essere realizzato in seta o sintetico, si usa per creare lo strato esterno dell'abito da sposa, donando un effetto fluttuante.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il taffetà, deriva dal termine persiano "taftà" che significa torto, intrecciato. E' un tessuto scultoreo che enfatizza i volumi, ha una leggera rigidità, in grado di modellare il corpo della sposa. L'organza è un tessuto leggero, fitto, ma trasparente, il suo filato è l'organzino di seta, ottimo per abiti da sposa e veli ricamati, usata anche per i cappelli da cerimonia. Il crepe, in realtà non è un vero tessuto, ma è il modo in cui si presenta, increspato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Georgette, che prende il nome da una sarta francese, Georgette de la Plant, è tra i crepe più belli, trasparente rispetto al crepe classico, simile allo chiffon, ma più opaco, indicato per il giorno delle nozze.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Mikado è un tessuto di origine giapponese, di raso in seta pesante, prezioso e consistente. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il cady è un tessuto crespo di seta, il suo nome è probabile derivi dalla città di Cadice,  si trova anche in lana, in cotone e in rayon viscosa, esiste in vari toni di colore, l'avorio e il bianco candido sono l'ideale per l'abito da sposa più tradizionale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La duchesse è un tessuto fatto con la seta, ha una superficie liscia e lucida sul dritto, un aspetto scintillante e può essere sia in tinta unita che a righe. Usato per abiti da sposa con corpetti fascianti e un voluminoso strascico. Il mondo dei tessuti è infinito e variegato, ognuno di essi è unico nelle sue caratteristiche, ed è ciò che rende ogni abito speciale nel suo genere.  E come affermava una  famosa stilista francese, Madeleine Vionnet: "L'abito non deve appendersi al corpo, ma seguire le sue linee, deve accompagnare chi lo indossa e quando una donna sorride, l'abito deve sorridere con lei".

 Solo con la giusta scelta del tessuto accade ciò, ricordate, l'essenza di un abito è il tessuto di  cui è fatto!

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